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storia del mulsa

Ciò che stupiva maggiormente lo straniero interessato all’agricoltura o anche semplicemente in visita nel nostro Paese era la mancanza di un Museo di Storia dell’Agricoltura in Italia.

L’ing. Agronomo F. Sach, direttore per molti anni del Museo Agricolo di Praga, aratrologo di fama internazionale, ci aveva scritto: «Nell’Italia di Catone, Virgilio, Columella, Crescenzio, Tarello, una grande opera è necessaria per la costituzione di un museo storico-agricolo nazionale». Fu così, per soddisfare queste esigenze, che è sorto questo museo.

Le sue origini sono da collegarsi alle celebrazioni del centenario della fondazione della Facoltà di Agraria dell’Università di Milano (1971).

In quell’occasione emerse, con l’appoggio degli studiosi delle quattro Università milanesi, la proposta di costituire un Museo di Storia dell’Agricoltura a carattere nazionale o almeno regionale.

Inizialmente (1975) fu creata un’Associazione con l'obiettivo di realizzare il Museo, denominata Centro Studi e Ricerche di Museologia Agraria. Con la costituzione del Museo (1979) la denominazione dell’Associazione venne cambiata in Museo Lombardo di Storia dell'Agricoltura e Centro Studi e Ricerche di Museologia Agraria, con sede legale presso la Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Milano e sede espositiva, in forza di una convenzione con la Fondazione Morando Bolognini, nel castello visconteo di Sant'Angelo Lodigiano. Con l'ultima redazione dello Statuto (1999) il Museo è diventato una ONLUS. È stato riconosciuto dalla Regione Lombardia (DG Agricoltura) come «Ente di ricerca e divulgazione per la bonifica dell’ambiente sotto il profilo dell’aria e del clima». Nel dicembre 2007 è stato ufficialmente riconosciuto come Museo dalla Regione Lombardia, unico riconoscimento in provincia di Lodi.

Data l’ispirazione a orientamento scientifico dell’iniziativa, in una prima fase si ritenne opportuno allacciare i contatti con le principali istituzioni scientifiche museologico-agrarie europee e, in ripetute missioni di studio, ne vennero visitate ed esaminate le strutture organizzative e finanziarie e le rispettive realizzazioni. In verità già in precedenza, sin dagli anni Cinquanta, si erano avuti rapporti con i principali musei agricoli d’Europa.

Successivamente, si diede avvio alla raccolta di materiale da conservare, studiare ed esporre. Preziosa è risultata la collaborazione del gruppo costituito e animato dall’Arch. Giacomo Bassi, di Zorlesco di Casalpusterlengo.

Gli sforzi per la raccolta si sono concentrati innanzitutto in Lombardia e in Padania, ma non mancano interessanti reperti provenienti da altre regioni, interessanti per uno studio di carattere comparativo.

Mentre i pezzi autentici si riferiscono per lo più all’agricoltura tradizionale, la documentazione archeologica deve riferirsi a riproduzioni fotografiche, calchi ecc., in quanto gli originali sono conservati nei vari musei di preistoria e antichità.

Tra i fondatori del Museo dobbiamo annoverare: Elio Baldacci (1909-1987), Preside della Facoltà di Agraria di Milano dal 1964 al 1975; Giuseppe Frediani (1906-1997), primo direttore del Museo; Gaetano Forni, Direttore del Museo fino al 2009 e ora Direttore del Centro studi e ricerche per la museologia agraria, sua moglie e stretta collaboratrice Francesca Pisani (scomparsa nel 2012), Giuseppe Barbiano di Belgiojoso, Presidente del Museo fino al 2009, ora Presidente onorario; Tommaso Maggiore, Presidente del Museo in carica.

Attualmente Gianpiero Fumi (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) e Edoardo Rovida (Politecnico di Milano) sono i Vice Presidenti e Luigi Mariani e Osvaldo Failla (Università degli Studi di Milano) sono Co-direttori.